​​​​​​​
Ci siamo mossi per la Marca come flâneur, con lentezza e gusto per il dettaglio, lasciando allo scatto in pellicola il ruolo di testimone silenzioso della nostra ricerca.
Il cambiamento percepito guardandoci attorno si è rivelato limitato, a volte sgraziato, sicuramente non rivoluzionario: un adeguamento imposto da convivenza forzata, in cui si sono trovate soluzioni posticce, spesso dal dubbio equilibrio estetico e funzionale. 
Assistiamo all’apparente nascita di nuovi iconemi, riferimenti basilari nel nostro guardare il paesaggio, che si sommano in maniera goffa ai marzianismi topografici stancamente digeriti negli ultimi decenni.
Il miraggio di limitare la pandemia al periodo caldo ha creato, sul suolo pubblico, plateatici ad uso enogastronomico protesi oltre misura su piazze e marciapiedi, nonché tensostrutture provvisorie già decadenti. Su terreno privato, invece, emergono sgraziate piscine fuori terra volte ad alleviare solitudini familiari fatte di lavori agili e scuole chiuse. Il distanziamento imposto tra rime buccali e l’inconsueta pulizia dell’aria hanno esaltato la bicicletta e aborrito i mezzi pubblici, incuranti della prospettiva di pedalare per strada il prossimo gennaio, sottozero, con una media di 100 microgrammi al metro cubo di Pm10.
L’erba tra l’asfalto nei parcheggi è indizio di aeroporti chiusi sine die. L’esterofilia messa in cassetto è scambiata con una nuova passione sciovinista, ondate di amorosi sensi turistici per il nostro territorio che negli anni abbiamo distrutto con consapevolezza, abituati a staccare spesso ombre aeronautiche da terra per poche decine di euro cullati dall’illusione di trovare il bello altrove.
Non saranno queste le nuove basi del nostro paesaggio, lo sguardo deve andare oltre la contingenza, oltre gli adesivi per terra che impongono percorsi e distanza: la nostra responsabilità nei confronti degli spazi che ci circondano si deve fondare sul progresso del pensiero e sull’abbandono della miopia programmatica frutto di emergenza o interesse privato.
Paolo Busolin
Novembre 2020